Primo successore di San Pietro, fu San Lino, nativo di Volterra. Mandato dai suoi parenti a Roma, Lino poté udire la predicazione del Vangelo, allora iniziata dal capo degli apostoli, e divenne un fervido cristiano. Le virtù, il sapere e lo zelo del discepolo indussero S. Pietro a consacrarlo sacerdote e a sceglierlo a compagno per le sue peregrinazioni apostoliche. Secondo la tradizione della Chiesa, Pietro ordinò Lino quando si recò a Gerusalemme a presiedervi il primo concilio, e lo lasciò a Roma quale suo vicario. Ritornato a Roma, Pietro affidò a Lino un'importante missione nella Gallia, dove il vescovo fece numerosi proseliti, mediante un'attiva e fervida propaganda della religione di Cristo. Scoppiata poco dopo la persecuzione di Nerone, Lino ritornò a Roma per aiutare gli apostoli Pietro e Paolo, e quando questi furono imprigionati, li sostituì nel reggere la Chiesa romana. Accompagnò probabilmente al martirio il Maestro, e dopo la morte di lui, aiutato da San Marcello e da altri fedeli, ne curò la sepoltura. Vuole la tradizione che per timore che la Chiesa rimanesse priva di un capo in quei tempi calamitosi, S.Pietro avesse nominati Lino, Cleto, Clemente e Anacleto quali suoi successori nel pontificato, l'uno in mancanza dell'altro. Lino, pertanto, successe a Pietro in quello stesso anno (67), e durante il suo pontificato si svolsero avvenimenti importanti, quali la morte di Nerone, la distruzione di Gerusalemme e la dispersione degli Ebrei, molti dei quali si convertirono alla fede cristiana. Si attribuiscono a S. Lino molti miracoli, e si vuole che appunto in seguito a un miracolo giudicato offesa agli Dei, egli sia stato imprigionato e poi decapitato.